…leggi le puntate precedenti QUI

diritto alla proprietà

Prima ancora del diritto al voto Abigail voleva per le donne il diritto di possedere terreni e beni.
Nel 1860 la famiglia Duniway acquista un terreno, adiacente alla loro fattoria, da una vedova e Abigail commenta:

“Mary ci ha potuto vendere questa terra perché è una vedova. Credo che nessuno davvero sappia cosa passa per la mente delle donne quando i mariti vendono le loro proprietà.”
“L’idea di vendere la terra potrebbe essere della moglie.”
“Può essere” risponde Abigail, “ma ci dovrebbe essere una legge che dia alle donne, in maniera univoca il diritto di disporre delle loro proprietà o di comprare ulteriori proprietà o di tenerle al riparo dal sequestro per debiti di altri.
Nessuna donna dovrebbe essere legalmente un nonessere.”
(page 77)

le paure si avverano

Nel 1862 vive di persona quello che tanto temeva per le donne, mentre il marito era via, lo sceriffo le consegna l’avviso di sequestro per mancato pagamento di cambiali. Helen Krebs Smith così ci riassume le riflessioni di Abigail:

“La famiglia di mia madre ha perso, in passato, una fattoria. I vicini, in fondo alla collina, perderanno la loro fattoria. Questo continua ad accadere ancora ed ancora. Le mogli non dicono nulla di tutte le cambiali firmate, di tutte le fattorie perdute.”

“Ma” dice a se stessa, “quando è arrivato lo sceriffo ho potuto ricevere l’avviso e sono tenuta a ripagare i debiti. Lo dirò a Ben, quando torna, quello che penso di tutto questo intrallazzare a cui le donne non hanno diritto di parola, diritto di difendere se stesse.”
Ben entrò. Si fermò a scherzare affettuosamente con i bambini.
Abigail notò la solita gentilezza del marito con i bambini ma disse a se stessa “Devo dirgli esattamente quello che penso. Merita di soffrire per quello che ha fatto”
Gli porge l’avviso dello sceriffo e si allontana.”
Ben impallidì. Sembrava così stanco, così stanco che Abigail non riuscì a parlare se non per dire:
“La cena è pronta. Vieni a mangiare.” (page 86)

 

Duniway vendono la fattoria il 20 Gennaio 1863 e si trasferiscono a Lafayette. Ancora una volta Abigail riprende a insegnare in casa, ma dice a una amica, anche lei insegnate:

“Le donne non sono pagate come gli uomini per insegnare. Continuerò a insegnare solo fino a quando non avrò i soldi per aprire un negozio.”
“Che tipo di negozio? chiede Bethenia, interessata.
“Sartoria e modisteria.”

“Io potrei aprire un negozio a Roseburg” dice Bethenia.
Abigail annuisce “L’insegnamento, non ci farà mai guadagnare quanto serve per dare ai nostri figli quello che vogliamo.”
“Bethenia e suo figlio, George Hill, proseguirono per Roseburg. Bethenia aprirà un negozio e imparerà a creare cappelli” (page 92)

proprietà e suffragio alle donne

 Abigail va avanti,   non perde mai di vista la necessità del diritto di proprietà per le donne. Presto aggiunge a questa lotta quella per il voto.
Dopo uno scontro perso in tribunale sulla proprietà di una vedova, Abigail tornata a casa arrabbiata racconta a Ben i fatti del giorno. Ben al tempo era malato e si occupava dei figli mentre Abigail aveva aperto un negozio di modista.

“Metà delle donne sono serve, l’altra metà sono bambole e siamo tutte delle sciocche”
“Ben toccò i capelli della moglie e disse
“mia cara, ma non vedi che le cose non miglioreranno per le donne fino a che non sarà loro permesso di votare?”
“E che bene farebbe?”
“Non capisci che se le donne avessero il diritto al voto, presto potrebbero anche fare le leggi. E non vedi che facendo le leggi, presto godrebbero dello stesso diritto di proprietà degli uomini?”
Abigail raddrizzò la schiena, e le spalle. Le si illuminarono gli occhi, e la luce di mille idee ora tremolava in una salda fiamma fatta di speranza, coraggio e determinazione.” (page 112)

 

Abigail Scott Duniway, moglie, madre, contadina, insegnate, imprenditrice, scrittrice, giornalista, editrice di giornale, combattente per i diritti delle donne continuerà a combattere e vivere da Presumptuous Dreamer fino al 1915 e come Helen Krebs Smith scrive nella prefazione:

“La signora Duniway ha lavorato senza tregua con jawbone and pen”* per guadagnarsi la vita a modo suo, ma non avrebbe potuto fare a meno dell’aiuto che ebbe dalla sua famiglia.
Sono degni di passare alla storia Ben, i cinque figli maschi, e Clara, che faticò così tanto da giovane desiderando essere una Lady. Le sorelle, lacerate tra la lealtà ad Abigail e le proprie idee. Harvey, il tenace filosofo-politico che si vergognava delle maniere e delle convinzioni schiette della sorella, che precorrevano i tempi.
La vita dei Duniway è la storia di una madre genio, di un tenero marito, di cinque figli dalla schiena dritta e di una figlia tragicamente delusa.”

*Tenendo convegni e scrivendo

pausa

 Per il momento mi fermo qui in attesa che arrivi ”The Presumptuous Dreamers. A Sociological history of the Life and Times of ABIGAIL SCOTT DUNIWAY” Volume Two 1872-1876 by Helen Krebs Smith in consegna alla fine di Settembre. E’ invece arrivato in anticipo sul previsto l’autobiografia di Abigail “ Path Breaker” che sto leggendo.

Intanto voglio ringraziare Helen Krebs Smith per averci dato la possibilità di conoscere questa storia con il suo magnifico lavoro di ricerca e di scrittura. Spero di non averlo rovinato con la mia sintesi e la mia personalissima traduzione.

Tutto questo ha avuto inizio perché volevo sapere cosa avessi in comune con “The Presumptuous Dreamers”. Perché questo titolo? Cosa ho in comune con Abigail?

 Abigail, parlando di se stessa, in questi versi parla anche di me:

 

 Da David and Ann Matson di Abigail Scott Duniway
      New York: S, R, Wells& CO., PUBLISHERS,
NO 737 Broadway 187

Ai lettori

……

Sognatrice presuntuosa, vanesia, son Io 

Che oso ambire alle vette del Parnaso

 Il mio Pegaso timido e non addestrato,

La mia Musa innervosita dai voli elevati;

Ma ci sono cuori che scelgono di cantare,

Nonostante i loro frutti siano modesti,

E portino ai loro autori solo

La compassione dei figli favoriti dalla fama.

 ……
A.S.D.

        Portland Oregon 1 Novembre 1876

 

 Cosa abbiamo in comune? Devo ammettere che mi sono specchiata in Abigail più di quanto credevo possibile vivendo nel 2021. Rossana Rossanda si definì “La ragazza del secolo scorso” e anch’io oggi, mi chiedo quanto di me non sia saldamente ancorato nel secolo precedente a quello della mia nascita. Le donne non hanno mai smesso di combattere per i loro diritti ma c’è ancora tanto da fare al Nord, Sud, Est ed Ovest di questo mondo. Come ben sapete un libro conduce ad un altro. La storia di Abigail mi porta ai libri sui diritti delle donne nel 21esimo secolo …sto leggendo e presto ne scriverò.

Abigail ed io abbiamo dato lo stesso significato a queste due parole e sono felice di essermi definita The Presumptuous Dreamer –La Sognatrice Presuntuosa perché è così che mi sono sempre sentita.

Discover More Posts

The Waves

The Waves

Déjà vu L’altra mattina mentre camminavo lungo la strada principale del mio quartiere, ho incrociato una giovane donna che veniva in senso contrario. Ha attratto la mia attenzione per motivi diversi. Aveva un sorriso meraviglioso, uno di quei sorrisi che nascono da...

Summer Reads

Summer Reads

Libri per l’estate Agosto 2021 Volevo solo starmene sdraiata sul divano a guardare la tv. Passavo, in maniera compulsiva, da una serie all’altra, da un film all’altro. Pigra, infelice forse anche un po' depressa dopo un anno e mezzo di reclusione durante il quale la...

Insegnare a persone adulte

Insegnare a persone adulte

Insegnare a persone adulte Il primo incontro con uno studente è sempre determinante per come andrà il rapporto insegnante-studente. Sbagliarlo significa sprecare molto tempo a recuperarlo, e a volte non si recupera mai. Quando ho iniziato ad insegnare avevo solo...

Cultural Gap

Cultural Gap

  Una lezione silenziosa. Quando voglio spiegare le differenze culturali tra L’Inghilterra e l’Italia, racconto due aneddoti, che ho realmente vissuto. Era dicembre 2004, e con mio marito ero a Londra per un week-end. Il nostro albergo era sulla riva opposta...

Vecchia Home

Vecchia Home

The Presumptuous Dreamer numeri e lacrime Ascoltavo il notiziario e sentivo ancora una volta, una lista di numeri: il numero degli infettati, il numero dei ricoverati, il numero dei morti. Ho pianto. Non piango facilmente, ma ho pianto come forse mai prima. Per loro,...