The Presumptuous Dreamer

numeri e lacrime

Ascoltavo il notiziario e sentivo ancora una volta, una lista di numeri: il numero degli infettati, il numero dei ricoverati, il numero dei morti. Ho pianto. Non piango facilmente, ma ho pianto come forse mai prima. Per loro, per tutte quelle vite preziose sparite senza un addio e senza che sia stato semplicemente pronunciato il loro nome. Vite vibranti e di grande valore, tanti anni di esperienza italiana perduti, unificate in un anonimo numero. Quasi tutti appartenenti a quella generazione che ha ricostruito l’Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale, con il loro duro lavoro e tanti sacrifici. Nonne e nonni che non hanno potuto finire di raccontare le loro storie.

Dal più profondo del cuore è salito un “Non preoccupatevi, cercherò di raccontare io le vostre storie”. L’ho detto a voce alta anche se ero sola. Erano i primi mesi del 2020 e i primi mesi della pandemia covid. L’Italia è stata il primo paese occidentale ad essere infettato. Mentre molti paesi sono venuti in nostro aiuto, altri, soprattutto i ricchi paesi del Nord Europa, hanno iniziato a dipingerci come un paese pigro e inaffidabile. Vedevo in televisione, con disgusto, servizi in cui gli italiani venivano descritti, ancora ed ancora, come spaghetti, pizza e mandolino. Mi sono chiesta “Posso fare qualcosa?” la risposta è stata sì. Posso raccontare alla gente del nord, la storia di quei nonni che se ne sono andati in silenzio, posso raccontare la nostra storia e cosa vuol dire “essere italiani”.

essere italiani

Sono orgogliosa di essere italiana. Sono una emigrante che è tornata in Italia senza cancellare tutto quello che l’Inghilterra mi ha dato. Conservo gelosamente tutto ciò che vivere in quel paese mi ha insegnato. Sono tra quelle persone fortunate che possono naturalmente connettersi a due diverse culture. Tuttavia, quando ho iniziato a capire chi sono, ho anche capito che avevo molto da imparare sull’Italia e su cosa significa essere italiani. Come faccio sempre, mi sono fatta aiutare dai libri. Ho raccolto tutti i libri che ho trovato sul Molise, la regione di origine sia della famiglia di mia madre, che di mio padre. Poi per diversi anni ho passato tutto il mio tempo libero a scoprire Roma: la città dove sono nata e dove vivo. L’arte, la storia e le tradizioni. Ancora libri e ho avuto, un aiuto prezioso da una amica Penelope Filacchione storica dell’arte. Quanti chilometri, in giro per la città!

tanto da condividere

Vorrei condividere questo viaggio, che è la mia vita e mantenere la promessa fatta agli Italiani che sono morti e ancora muoiono in silenzio. Le loro storie sono le mie storie, la mia storia è la loro. Questa mia vita è stata, ed è, come un viaggio accompagnato dai libri. Un po’ come una caccia al tesoro: un libro porta ad un altro, un ricordo ne evoca un altro, una vita conduce a un’altra.

Mi è capitato e mi capita ancora, di leggere molti libri che non sono stati ancora tradotti in italiano. Ho sempre desiderato poterne discutere con amici e studenti. Scriverò traducendo brevi estratti dei libri più interessanti e che, per me, meriterebbero di essere tradotti. 

 

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