Roma 2021 ed oltre

prima di tutto

 

Adoro Julia Roberts e ho un debole per Luca Argentero nonostante la differenza di età. I miei figli, la mia famiglia, i miei libri e Roma sono le cose che più amo.

Detto questo posso scrivere del film Mangia, Prega, Ama di Ryan Murphy, 2010 dal Libro omonimo di Elisabeth Gilbert.

Perché? Perché è sempre il primo film che mi viene in mente quando penso ai clichés e agli stereotipi sugli italiani. Lo so, lo so, è un film e non è detto debba rappresentare la realtà. É un prodotto d’arte e creatività. Sceneggiatori, registi e attori raccontano una storia che non è detto, abbia a che vedere con la vita reale. Mangia, Prega, Ama è un film che ho amato per molti motivi diversi, ma mi sento veramente di dover avvertire, coloro che pensano di venire a Roma, che non troveranno quello che Elizabeth ha trovato.

una fissazione italiana

Se c’è una cosa che posso veramente considerare una caratteristica italiana è la fissazione che abbiamo per la casa. Una insegnante universitaria americana, conosciuta qualche anno fa, ha così descritto questo nostro modo di essere: “ …non riesco proprio a capire gli italiani, le loro case sono così pulite che potresti mangiare dal pavimento. Mentre, a casa mia, sul pavimento della cucina nascono margherite. Allo stesso tempo, non importa loro proprio nulla se le strade fanno schifo.”

Non sono proprio sicura che non ci interessi che le strade fanno schifo, ma sono sicura che i più, tengono la loro casa pulita e manutenuta anche se costa fatica e soldi. Perciò a Roma un appartamento come quello che la protagonista prende in affitto al centro della città non può esistere. Un edificio in quello stato sarebbe sotto sequestro e darlo in affitto una violazione di leggi nazionali e comunali.

Mi sembra di riconoscere il palazzo con il magnifico rampicante che lo avvolge. Si trova in centro, all’incrocio di strade di grande valore storico ed economico. Credo che gli appartamenti, se ce ne sono, sono talmente costosi che solo Julia Roberts, l’attrice, potrebbe permetterseli.

non esiste

Riempire la vasca da bagno con un bollitore d’acqua? É qualcosa che mia nonna faceva durante la Seconda Guerra Mondiale. Fatemi il piacere. Stiamo scherzando?

Non voglio neppure menzionare il personaggio della padrona di casa. Anche se molto pittoresco, è un’offesa a tutte le donne italiane del passato, presente e futuro.

Il Covid ha cambiato le nostre vite e purtroppo sono passati quasi due anni dall’ultima volta che sono andata a prendere un caffè, al bar, “strafamoso” nel centro di Roma, dove nel film Lisa incontra Sophie. Mano sul cuore! Non è stato necessario mettere in scena tutta quella commedia. Siamo persone civili. 

Quella scena vuole ammiccare a La Dolce Vita, a quegli anni tra la fine degli anni 50 e l’inizio degli anni 60 del 1900, quando la modernizzazione eccitava gli animi. I comportamenti sociali sono strettamente legati alla cultura: da quegli anni abbiamo studiato, abbiamo viaggiato e purtroppo a mio parere, abbiamo perso anche la simpatica ingenuità di quell’ epoca nuova.

mangia

Lasciato Ponte Garibaldi alle spalle, andando verso Largo Argentina, che è uno dei miei posti preferiti a Roma, a causa dei ricordi che evoca, sulla sinistra, c’è un piccolo giardino pubblico dove è stata girata la scena del ristorante, con la donna che imbocca il cagnolino con la forchetta. Avere ‘un cane piccolo”, è una malattia italiana recente, a cui io per prima non sono sfuggita. Cercare di capirla è tutta un’altra storia. 

Una donna con quel comportamento e che indossa una tale quantità di gioielli è contemporanea a quando il film è stato girato. I primi dieci anni del 2000 sono epoca berlusconiana. Oggi quella signora sarebbe fonte di imbarazzo e di grandi risate.

Che la cucina italiana sia la migliore al mondo non è una grande scoperta ed è il motivo stesso della presenza di Lisa in Italia. Tuttavia, oggi i pranzi di tre, quattro e più portate, sono sempre più rari. Sono ancora serviti, forse, per i matrimoni ed a Natale. 

Le nuove generazioni di italiani amano anche la cucina internazionale oltre che quella della nonna.

Questa estate attraversav, in macchina, la città di Gaeta e ho avuto difficoltà a trovare una pizzeria a taglio. Se mi fossi accontentata di un po’ di sushi, Tex-mex o Cinese avrei pranzato un’ora prima.

benvenuti

Perciò se avete progettato di venire in Italia, e a Roma, scordatevi quel passato. Stanno accadendo tante cose nuove, altrettanto emozionanti, e molto molto italiane. Datate 2021… ed oltre.

Vi aspettiamo.

 

 

 

 

© Photo copyright Patrizia Verrecchia. All rights reserved.

Info graffiti foto: https://www.greenme.it/vivere/arte-e-cultura/graffiti-arte-lungotevere/  

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