Volevo tradurre, leggere e insegnare

tradurre

Avevo solo cinque anni quando ho iniziato a tradurre. Può suonare strano, ma è vero. Mio padre mi issava sul bancone o sulla scrivania dell’ufficio di turno e io traducevo. Coloro che immigravano in Inghilterra alla fine degli anni 50, come la mia famiglia, spesso venivano chiamati per controlli in uffici diversi. A volte quello che ascoltavo non mi piaceva affatto. Ma nascondevo timori e lacrime perché ero tanto orgogliosa di poter aiutare mio padre. Mia madre raccontava spesso che dopo appena due mesi in Inghilterra, parlavo inglese per tutta la famiglia.

la magia dei libri

Credo di aver avuto sette anni quando ho scoperto la magia dei libri. Per prendere i libri in prestito dalla Biblioteca Pubblica di Wilmslow Road-Didsbury, Manchester, UK, dovevi avere il permesso dell’insegnante di scuola. Molto orgogliosa di me stessa, con il tanto atteso foglio in mano mi presentai alla bibliotecaria, che con un sorriso mi lasciò entrare. Presi in prestito i miei primi due libri Robin Hood and his Merry Men e La vita di Florence Nightingale. Due libri per due settimane. Quel giorno, con quei due libr,i è iniziata una meravigliosa avventura durata tutta la mia vita. 

La prima in famiglia ad avere il privilegio di studiare, nei libri ho trovato risposte che i miei genitori non mi potevano dare. I libri hanno aperto la mia mente ad altre domande e la mia vita a migliaia di esperienze al di là della mia immaginazione. Leggendo, ho fatto amicizia con persone che avrei tanto voluto conoscere nella vita vera; mi sono innamorata di uomini usciti dalle pagine dei libri e dalla mia fertile immaginazione. Ho avuto anche amanti: essendo geneticamente fedele è stato divertente vestire altri panni. Ho persino incontrato dei nemici, ogni tanto è divertente avere qualcuno da odiare. Ho viaggiato nel tempo e nello spazio. Infine, ho viaggiato per il mondo quando invece non potevo neppure uscire di casa. Con i libri ho vissuto e ancora vivo tutte le vite che non posso avere.

la non laurea

Ho studiato molto e messo tutta la mia ambizione e la mia energia nel prendere il famoso “pezzo di carta” per cui aveva lavorato e si era sacrificata tutta la famiglia. La prima iscrizione a diciannove anni è stata a Matematica. Il mio sogno era partecipare alla nascente rivoluzione digitale. Due anni più tardi, madre di due bimbi, sono passata a Psicologia, una scelta in linea con il cambiamento avvenuto nella mia vita. Di nuovo dopo un paio d’anni ho deciso di concentrarmi su una carriera lavorativa. 

Molti anni dopo nel 2001 a quarantotto anni, quando i miei figli avevano ormai lasciato il nido, ho deciso di tentare di nuovo. Con l’esperienza della vita vissuta, sapevo che quello che più amavo era insegnare e tradurre, così ho scelto la Facoltà di Lingue. Nel 2005 mentre tornavo a casa dopo aver dato con successo un esame, ho avuto un “asintomaticissimo” (si potrà dire?) infarto, niente a che vedere con gli infarti che si vedono nei film.

Quel giorno mi sono arresa e ho accettato il fatto che non mi sarei mai laureata. 

si cambia, ma non tanto

Così la mia vita è completamente cambiata, ma c’era qualcosa a cui non volevo proprio rinunciare. Con fatica e impegno, ho ottenuto il CELTA, diventando una insegnante di lingua inglese per adulti. Ho puntato tutto sull’insegnamento e ho vinto: insegno ancora oggi. Come dico fin troppo spesso ai miei studenti ”…non ditelo a nessuno ma lo farei anche gratis”.

Sono stata fortunata ed oggi vivo un altro capitolo della mia vita. Adoro la vita lenta e dolce della nonna, e non solo per l’amore della mia famiglia ma perché le nonne raccontano storie. Mi piace raccontare aneddoti di questa mia vita piena di libri e vissuta in due lingue. Due lingue che mi hanno dato diritto a due anime.

Ad essere sincera, in fondo in fondo, spero tanto che leggendo una delle mie storie, una giovane donna, o un giovane uomo, ricevano una spinta a trovare la loro strada e il coraggio di perseguirla, per tutto il tempo necessario.

 

© Photo copyright Patrizia Verrecchia. All rights reserved.

 

 

 

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